Meridione d'Inchiostro

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Lunedì 5 dicembre 2011 si è tenuto un incontro ad alto interesse culturale. Si è presentato il libro "Meridione d'inchiostro" nel quale nove scrittori esprimono la realtà del meridione, la sua anima autentica e pulsante oltre la cenere degli stereotipi. Relatori Giovanni Turi (curatore del libro) e la Gabriella Genesi (scrittrice), moderatore il  Prof. Pietro Sportelli (dirigente Scolastico ITIS "Luigi dell'Erba". All'incontro ha partecipato anche la Prof.ssa Angela Fontana (ex Dirigente Scolastico dell'ITIS ).

Articolo pubblicato sul settimanale FAX del 10-12-2011

MERIDIONE D’INCHIOSTRO

Racconti inediti di scrittori del Sud


Cosimo Argentina, Osvaldo Capraro, Omar Di Monopoli, Gabriella Genisi, Giuseppe Goffredo, Andrej Longo, Raffaele Nigro, Livio Romano, Cristina Zagaria:  nove scrittori che esprimono la realtà del meridione, la sua anima autentica e pulsante oltre la cenere degli stereotipi.

Andrej Longo e Cristina Zagaria danno testimonianza di una regione che nell'esasperazione può trovare la forza e il coraggio di risollevarsi;

Osvaldo Capraro sottolinea l'importanza dei piccoli gesti e di rinnovare il proprio sguardo sugli altri;

Giuseppe Goffredo racconta la pena dei giovani che si strappano un pezzo di cuore perché costretti ad andar via, a "mettere firma",

Raffaele Nigro riferisce di un viaggio, nell'illusione che ovunque sappiano far meglio che qui;

Cosimo Argentina e Omar Di Monopoli attingono dalla cruda realtà di una terra deturpata, anche nell'animo, attraversata da voraci fremiti di vita e di violenza;

Livio Romano e Gabriella Genisi, soffermandosi sulle contraddizioni dei meridionali, ci donano invece l'emozione di un sorriso.


Ciò che caratterizza Meridione d’inchiostro è l’unità d’intenti degli scrittori, convocati da Giovanni Turi al fine di scrivere un racconto appositamente per questa raccolta, messi in comunicazione per concordare i lemmi di questo ‘alfabeto meridionale’, invitati a cooperare nella suddivisione degli argomenti, in base alle proprie sensibilità e preferenze tematiche. Non si tratta, dunque, di una analisi ex post dei filoni della narrativa meridionale, ma dell’invito alla riflessione, alla scelta, all’attenzione nel comunicare consapevolmente ciò che gli scrittori ritengono più significativo del proprio contesto geografico. Ne risulta un libro vario e molteplice per argomenti e stili, una pubblicazione da leggere in maniera lineare o in ordine sparso, seguendo le analogie fra gli argomenti (denuncia, costume, ritratto) e fra gli stili (piano, paratattico o mimetico, giornalistico o poetico).

E se anche qui la voce del curatore si ritaglia solo una breve introduzione, è nel lavoro di tessitura, di scelta, di coordinamento che si esplica tutta la sua forza. I racconti, poi, nella loro varietà, polisemia, nella coralità dell’opera, sono tutti significativi: alcuni per l’altissimo livello della scrittura, altri per l’emblematicità dei temi trattati o per il realismo della narrazione. Non indicherò i miei preferiti perché di sicuro, alla diversità degli approcci degli autori corrisponde una differente risposta e ciascuno potrà stilare la propria personalissima graduatoria.


Michele Galluzzi